Cuore - Alessandra Spera

La Psicoterapia è un intervento di cura finalizzato a ripristinare l’equilibrio psichico dell’individuo, della famiglia e della coppia. Si rende necessaria quando il livello di disagio ostacola il normale svolgimento delle attività quotidiane e compromette la gestione delle relazioni con gli altri.

In tali casi, la sofferenza si può esprimere attraverso la produzione di sintomi di vario tipo: ad esempio, basso tono dell’umore, stati di preoccupazione eccessiva e costante, aggressività, tendenza ad abbuffarsi o a non alimentarsi, insonnia, uso di sostanze o alcol.

Tali sintomi possono creare forti stati di sofferenza ma possono essere utilizzati per comprendere cosa è necessario cambiare nella propria vita.

Il timore del giudizio negativo – molto diffuso nella nostra società – fa sì che molte persone che sentono il bisogno di essere aiutate a superare il loro stato di sofferenza rinuncino a rivolgersi ad uno psicoterapeuta.

I termini “cura” e “sintomo” possono infatti suggerire l’idea di uno stato di malattia, dove la persona “malata” può sentirsi etichettata come “portatrice di un problema”.  Obiettivo principale della terapia sistemico relazionale è sostenere  la persona e la famiglia nel liberarsi da questa visione rigida di sé, degli altri e delle relazioni per reperire nuove ed adeguate modalità di funzionamento emotivo, cognitivo e sociale producendo sollievo e allentamento dello stato di tensione.

Secondo l’approccio sistemico relazionale la sofferenza psichica e i sintomi si manifestano quando si verifica un “malfunzionamento” delle relazioni significative nel sistema o nei sistemi cui le persone appartengono: principalmente la famiglia ma anche l’ambiente di lavoro. Le famiglie hanno un proprio ciclo vitale le cui fasi non sono sempre facili da attraversare e alcuni eventi di vita (nascite, cambiamenti lavorativi, lutti, separazioni, adolescenza, uscita di casa dei figli) possono indurre la famiglia ad organizzarsi secondo modalità molto faticose da gestire, entrando in uno stato di stress prolungato. Le persone non sono considerate entità a sé stanti, ma immerse in un universo di relazioni che producono effetti su di loro e che loro stesse influenzano e modificano. Tali relazioni rappresentano anche importanti fonti di risorse che spesso rimangono nascoste o inutilizzate: obiettivo della terapia sistemico relazionale è farle emergere affinché le persone possano utilizzarle e recuperare uno stato di benessere.  Per questo motivo il terapeuta sistemico relazionale lavora con le famiglie e con le coppie; l’intervento individuale è effettuato stimolando la riflessione sullo stato delle relazioni familiari e lavorative della persona.

La famiglia (…) è parte attiva del cambiamento (Andolfi, 2007)

E’ evidente che l’obiettivo di chi si interessa dei problemi della salute mentale non è tanto costituito dai problemi o dai conflitti di questa famiglia, o di una qualsiasi famiglia, in un mondo che cambia, quanto dalle risorse di cui la famiglia dispone per affrontarli (Nathan Ackerman).

L’intervento terapeutico è realizzabile soltanto se la persona, la famiglia o la coppia che si rivolge al terapeuta è motivata al trattamento e disponibile a collaborare.

Cerco di dare ai pazienti e alle famiglie una qualche misura di speranza e di fiducia in sé stessi, ma non è in relazione a me che essi trovano speranza, ma in relazione al fatto che riescono a vedere con più chiarezza ciò che hanno  (Virginia Satir)

Affinché la terapia abbia efficacia, particolare attenzione è dedicata alla fase diagnostica che ha una durata minima di quattro incontri, al termine dei quali effettuo una restituzione che il terapeuta e la famiglia (o la coppia, o la singola persona) utilizzano per valutare la tipologia di trattamento possibile.

I percorsi terapeutici hanno cadenza quindicinale (coppie e famiglie) o settimanale (individuali); la durata non è definibile a priori, anche se generalmente le terapie sistemiche hanno una durata medio-breve (da alcuni mesi a uno – due anni).

Effettuo la diagnosi e la terapia   utilizzando il colloquio e strumenti espressivi propri dell’approccio sistemico: il disegno congiunto, il genogramma, i collage, le foto, la scultura.

In ottica sistemica è inoltre essenziale lavorare in rete con altri professionisti, ai quali mi rivolgo nel caso in cui sia necessario avere un ulteriore parere professionale: medico psichiatra,  neuropsichiatra infantile, neuropsicologo e altri colleghi psicologi psicoterapeuti anche di approcci teorici diversi da quello sistemico relazionale.

La psicoterapia familiare

Quando uno o più componenti di un nucleo familiare manifestano sofferenza è possibile lavorare con tutta la famiglia, anche se i membri sono tutti adulti. La famiglia che viene in consultazione a fini terapeutici è considerata la risorsa primaria cui attingere per modificare gli schemi rigidi di comportamento che producono disagio psichico.

La psicoterapia familiare con i bambini

Se è vero che  la famiglia è la risorsa primaria, ciò è particolarmente evidente nel caso in cui siano i bambini a farsi portatori di disagio fino alla produzione di sintomi. Enuresi, encopresi, aggressività, difficoltà di apprendimento, disturbi del sonno e disordini alimentari nel bambino possono essere trattati, secondo l’approccio sistemico relazionale, soltanto nel contesto familiare.

Per questo motivo non effettuo mai sedute con la bambina o il bambino da solo ma sempre in presenza dei genitori e di eventuali fratelli.

La psicoterapia familiare con gli adolescenti

Le crisi adolescenziali possono preoccupare molto la famiglia, che può avere difficoltà a riconoscere una crisi evolutiva normale da uno stato di sofferenza psichica più profonda quali stati di ansia, stati depressivi, aggressività, difficoltà scolastiche, disturbi alimentari di grado lieve/medio.  Come per la terapia della famiglia con bambini, anche per l’adolescente effettuo l’intervento in sedute familiari. Riservo però, se necessario e valutandolo caso per caso, uno spazio individuale alla ragazza o al ragazzo che integri il percorso familiare.

La psicoterapia di coppia

Quando la comunicazione tra i  partner  si irrigidisce divenendo una sorta di circolo vizioso che sembra non condurre da nessuna parte,  un percorso terapeutico di coppia può fornire sollievo  facendo emergere i significati autentici di ciò che ciascuno dei partner vorrebbe dire ma che non riesce ad esprimere. Può accadere che uno dei due partner desideri interrompere la relazione e l’altro no, oppure che un tradimento – o la sola paura del tradimento – abbia scosso la routine della coppia, o che tensioni familiari (con le famiglie d’origine o con i figli) o lavorative (sovraccarico, cambiamenti o perdita del lavoro) si riversino sulla relazione tra i partner: in questi casi una valutazione del funzionamento di coppia può essere d’aiuto per comprendere meglio in quale direzione  orientarsi per recuperare serenità. In altri casi, può essere opportuno chiedere aiuto al terapeuta per separarsi con meno stress possibile, particolarmente se ci sono figli che potrebbero soffrire gli effetti di una separazione molto conflittuale e/o che non tenga conto dei loro bisogni.
Ovviamente, la terapia di coppia si rivolge indistintamente a coppie omosessuali ed eterosessuali.

La psicoterapia relazionale individuale

Se il disagio psichico individuale è ricorrente nelle diverse fasi del ciclo vitale familiare e/o di coppia e la persona sente il bisogno di prendersi cura di sé è possibile effettuare percorsi psicoterapeutici individuali. Possono essere trattate sintomatologie di tipo ansioso, depressivo, dipendenze medio/lievi da sostanze o alcol, disturbi del sonno o modalità relazionali che creano difficoltà nella vita quotidiana.

Il focus terapeutico è sulle relazioni significative della persona, sulle condizioni di vita  e  sulle risorse che favoriscono un funzionamento individuale adeguato.

La frequenza degli incontri è settimanale fino alla remissione della sintomatologia e alla comprensione, da parte del cliente, dei fattori che hanno favorito lo sviluppo del sintomo. Segue poi una fase di mantenimento a cadenza quindicinale per la prevenzione delle ricadute.  In alcuni casi è necessario un supporto farmacologico: per questo motivo segnalo al cliente che è necessaria la consulenza del medico psichiatra e su autorizzazione del cliente mi tengo in contatto con il medico di base.

La psicoterapia sistemico relazionale di gruppo

Alcune situazioni di vita  beneficiano del trattamento in gruppo: conduco gruppi per adolescenti che attraversano fasi di crisi,  giovani adulti con difficoltà relazionali, coppie di genitori che vivono tensioni con i figli. La condivisione con altri di problemi simili tra loro può aiutare a decentrarsi – ridimensionando la propria percezione del problema – e ad assumere il punto di vista di altri che si trovano nella stessa condizione, trovando negli altri ma anche offrendo agli altri nuove risorse. Questo diminuisce il senso di solitudine e incrementa il senso di autoefficacia personale e/o di coppia.

 

BIBLIOGRAFIA.

Andolfi, M. (a cura di) (2007). Il bambino come risorsa nella terapia familiare. Roma: Accademia di Psicoterapia della famiglia.