La scelta della scuola superiore

Si avvicina il momento della scelta della scuola superiore!

Orientamento e motivazione, al cuore della scelta

Ecco un incontro di orientamento rivolto ai genitori in cui parleremo di:

  • componenti della motivazione
  • componenti della scelta della scuola e della presa di decisione
  • indirizzi di studio superiore
  • opportunità di lavoro, formazione post diploma e università

L’incontro è completamente gratuito ma la prenotazione obbligatoria inviando una mail a info@alessandraspera.it indicando nome, cognome, numero di cellulare e autorizzazione al trattamento dati personali ai sensi del GDPR 2016/679.

L’incontro si terrà sabato 16 novembre dalle 10.00 alle 12.00 presso lo Studio di Terapia Relazionale e Career Counseling a Empoli (FI), in Viale San Martino 8 davanti alla Stazione FS Empoli.

Per informazioni chiamare 334 3165307 dalle 8.00 alle 20.00 dal lunedì al venerdì.
ATTENZIONE! chi si iscrive e non si presenta senza preavviso non potrà più accedere ad alcuna delle mie iniziative gratuite. Max 12 posti disponibili. Vi aspetto!


Scelte, decisioni ed emozioni

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Hai mai provato il desiderio di tornare indietro dopo aver preso una decisione? Può accadere dopo aver acquistato un oggetto, accettato un’offerta di lavoro, scelto la scuola; talvolta anche dopo aver compiuto la dibattutissima ‘scelta del partner‘.

Oggi la reversibilità delle scelte – soprattutto quando implicano un’assunzione di responsabilità – pare essere un bisogno diffuso. La precarietà e l’imprevedibilità dei contesti attuali espone tutti noi alla tentazione di procedere per prove ed errori, salvo poi ritrovarsi nel vicolo cieco di situazioni da cui è molto difficile uscire o dalle quali l’uscita è impossibile (una su tutte: diventare genitore).

Ci sono due modi di scegliere rischiando di sbagliare: farlo in modo completamente razionale e ‘freddo’, evitando di tenere conto degli stati d’animo o al contrario farlo in modo totalmente emotivo, senza considerare i dati di realtà (i famosi pro e contro).

 

Esempio del primo caso: iscrivo mio figlio alla scuola/ liceo X perchè si acquisisce una preparazione ampia e del resto mio figlio è bravo in matematica (trascurando il fatto che il ragazzo ama soprattutto fare sport all’aperto e che il liceo richiede tante ore da dedicare allo studio chiusi in casa). Decisione presa solo in base agli aspetti cognitivi.

Esempio del secondo caso: alla scuola X vanno tutti gli amici di mio figlio e a lui dispiace lasciarli (ma non si sa nulla sulle capacità, gli interessi e gli obiettivi del ragazzo). Decisione presa esclusivamente in base alla tristezza provata all’idea di lasciare gli amici.

Le emozioni hanno nella realtà quotidiana un ruolo di primo piano: ci informano sulle priorità.

Sono le emozioni a guidarci attraverso la miriade di informazioni che giungono alla nostra mente.

Questo ci permette di frenare in tempo se un pedone attraversa all’improvviso o di allontanarci (a gambe levate!) se un serpente ci viene incontro.

In entrambi i casi, la paura ha permesso di evitare guai! La paura spesso si manifesta anche in assenza di pericolo concreto: in questo caso si parla di ansia, l’emozione associata al solo fatto di immaginare una situazione minacciosa. L’ansia gioca un ruolo centrale nella vita scolastica e nelle Aziende, ma se ne tiene poco conto, con conseguenze in termini di costi sociali e monetari (ad es. disturbi comportamentali, fallimenti aziendali).

Gli altri stati emotivi (rabbia, tristezza, felicità, sorpresa e disgusto) hanno il medesimo ruolo di ‘sentinelle’ decisionali; consentono (o impediscono) di compiere determinate azioni.

Ma come utilizzarle al meglio, coniugandole alla realtà concreta?

In un mio precedente articolo (lo trovi qui) ho specificato come sia essenziale prendere informazioni sul contesto (ad. es. opportunità disponibili, caratteristiche delle diverse alternative) e su di se’ (capacità, interessi, valori, aspettative, attitudini ecc…) prima di effettuare una scelta. L’altro aspetto fondante riguarda la valutazione dello stato emotivo individuale: nel caso di un adulto, la sensazione prodotta dal circuito emotivo del fastidio-rabbia durante un colloquio di lavoro può essere ascoltata efficacemente prendendo tempo e valutando con calma quali aspetti del colloquio irritano e mettono a disagio. Cosa fare però quando la scelta riguarda un figlio o è il figlio che deve compierla? In questo caso è essenziale che il genitore ascolti il ragazzo anche e soprattutto in senso emotivo, cercando di accoglierne le emozioni espresse e di cogliere quelle non espresse: un ‘sì, mi va bene’ detto con sguardo spento e senza sorriso, o con un sorriso forzato, con alta probabilità è detto per compiacere il genitore ma è lontano anni luce dai bisogni autentici del ragazzo.

E tu, cosa hai provato leggendo questo articolo? Se ti va lascia un commento! A presto, con nuovi contenuti sul Career Counseling e la Psicoterapia Familiare e Relazionale.

Scegliere la scuola e trovare lavoro con il career counseling

Mai sentito parlare del career counseling? Si tratta di un intervento psicologico finalizzato alla costruzione del progetto professionale e di vita della persona. La scelta della scuola/università/corso di formazione da frequentare e del lavoro corrispondono nei fatti a percorsi di vita molto diversi fra loro, detti anche ‘costellazioni di scelte’. Vediamo alcune domande (e dubbi) frequenti che mi vengono poste:

  • qual è la scuola più adatta a me?
  • meglio andare all’estero o rimanere in Italia?
  • non so se cambiare facoltà universitaria o rimanere dove sono
  • non riesco a trovare lavoro! come faccio?
  • come posso promuovermi e farmi conoscere?
  • ho perso il lavoro! Come posso fare?

A questi e ad altri quesiti il career counseling può dare risposte efficaci. Di seguito, trovi le fasi che costituiscono questo intervento:

  1. ascolto attivo. La persona viene accolta e facilitata ad esprimere il suo quesito e/o il suo problema, inquadrandolo nel suo contesto familiare e di vita. Talvolta, negli interventi detti di ‘orientamento’ la famiglia viene lasciata sullo sfondo e per questo possono fallire; io, essendo una psicoterapeuta familiare e relazionale, inserisco il fattore famiglia fra quelli che influenzano scelte e decisioni della persona che ho davanti.
  1. informazioni. La base di una buona decisione è disporre delle informazioni necessarie. Il mio compito è fornirle oppure individuare quelle mancanti e invitare la persona a raccoglierle.
  2. conoscenza di sé. Molte persone arrivano da me senza essersi mai domandate cosa sanno fare, cosa piace loro fare, cosa non farebbero mai, cosa le motiva, cosa le blocca. Questo è il cuore del career counseling: capire chi si è e cosa permette la migliore espressione possibile di sé stessi aumenta – in molti casi in modo immediato – la spinta ad attivarsi e a cambiare le cose (in termini scientifici si chiama ‘dinamizzazione’).
  3. risorse. La maggor parte delle persone che mi chiedono aiuto non sa di quali risorse dispone ne’ dove reperire quelle mancanti. Per risorse intendo capacità nascoste (di solito, messe in campo ogni giorno ma non riconosciute), reti di relazioni inutlizzate, appoggi familiari rifiutati o ignorati.
  4. pianificazione. Il career counseling prevede la costruzione di un piano d’azione concreto; spesso si ristruttura il curriculum, talvolta si predispongono lettere di presentazione specifiche; si individua il target a cui presentarsi e si organizza, fisicamente, un’agenda (agenda – dal latino – significa proprio ‘ciò che c’è da fare’)
  5. autonomia. Io lavoro affinchè le persone diventino autonome nella ricerca, nella scelta e nell’autopromozione. Il career counseling è un intervento breve per definizione (minimo 5, massimo 10 incontri); potremmo chiamarlo ‘start up’, usando una terminologia molto in voga oggi. Una volta concluso il percorso, la persona si muove nel mondo con le proprie gambe; non ha più bisogno di me. Spesso i miei clienti mi scrivono per farmelo sapere e io ne sono felicissima!

Infine, c’è un quesito particolare che spesso mi viene posto da genitori preoccupati: mio figlio non studia e non lavora, cosa possiamo fare? In questo caso, il career counseling può rispondere solo dopo un’analisi accurata del clima relazionale familiare, poiché è la famiglia che pone la richiesta, raramente la persona interessata. Preferisco allora convocare tutto il nucleo familiare per reperire risorse immediate: se la famiglia accetta, il lavoro sarà un’integrazione fra la psicoterapia relazionale e l’intervento specifico di career counseling.

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Formazione alle Life Skill – corso base per adulti

Vuoi acquisire un modo nuovo di stare in relazione con gli altri in famiglia, con gli amici, a scuola, a lavoro? Desideri conoscere altre persone cogliendo l’opportunità di confrontarti con loro e di apprendere dal gruppo? Da sabato 12 gennaio 2019 ore 10.30-12.30 inizia il percorso Life Skill base per adulti. Le Life Skill – o competenze sociali – sono strumenti utili ad affrontare la vita quotidiana con consapevolezza e serenità, permettendo di costruire relazioni familiari e lavorative migliori e di ridurre lo stress. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ne raccomanda la diffusione e l’utilizzo nelle scuole e nelle comunità (Organizzazione Mondiale della Sanità, Bollettino “Skills for Life”, n.1, 1992) a fini di prevenzione dei comportamenti a rischio. Affinché esse possano essere efficacemente sostenute nei ragazzi, è essenziale che gli adulti abbiano anch’essi un’accurata formazione alle Life Skill. Le Life Skill sono 10: Decision Making, Problem Solving, Creatività, Senso Critico, Comunicazione, Autoconsapevolezza, Relazioni Interpersonali, Empatia, Gestione delle Emozioni, Gestione dello Stress. Gli incontri saranno 10 di due ore ciascuno, un sabato mattina al mese, secondo il seguente calendario:

sabato 12 gennaio 2019

sabato 9 febbraio  2019

sabato 9 marzo 2019

sabato 6 aprile 2019

sabato 11 maggio 2019

sabato 8 giugno 2019

sabato 21 settembre 2019

sabato 12 ottobre 2019

sabato 9 novembre 2019

sabato 14 dicembre 2019

Gli incontri, di natura psicologica,  saranno condotti in modalità laboratoriale di gruppo.

Per accedere al percorso è necessario iscriversi a partire dal  3 settembre 2018,  entro e non oltre venerdì 14 dicembre, inviando una mail a info@alessandraspera.it. Visita la sezione news per dettagli organizzativi,  costi e le modalità di pagamento.

 

 

Laboratori Scelta Scuola Superiore

Martedì 2 ottobre 2018 il primo dei tre incontri dedicati ai ragazzi della scuola media per i quali è tempo di scegliere la scuola superiore. Gli incontri saranno tre nel mese di ottobre, il primo incontro è aperto anche ai genitori senza costi aggiuntivi (si paga solo la quota del ragazzo). Il programma prevede: 1)  una parte informativo/motivazionale durante la quale, oltre ad esaminare le basi psicologiche della motivazione, sarà effettuata una panoramica delle opportunità disponibili con esame delle somiglianze e delle differenze fra gli indirizzi anche rispetto agli sbocchi lavorativi (primo incontro). 2)  una parte dedicata approfonditamente alla motivazione del ragazzo (secondo e terzo incontro) su cui lavoreremo con la metodologia del laboratorio attivo di gruppo. E’ necessario iscriversi telefonandomi al 334 3165307 a partire dal 3 settembre 2018 ed entro venerdì 21 settembre 2018, il laboratorio sarà avviato per un minimo di 5 partecipanti e un massimo di 10. Visitate la sezione news per i costi. Vi aspetto!

La scelta della scuola superiore

ATTENZIONE! NUOVA DATA DI INIZIO A OTTOBRE 2018! 

Mercoledì 18 luglio 2018 il primo dei tre incontri dedicati ai ragazzi della scuola media per i quali è tempo di scegliere la scuola superiore. Gli incontri saranno tre, uno a luglio e due a settembre, il primo incontro è aperto anche ai genitori senza costi aggiuntivi (si paga solo la quota del ragazzo). Il programma prevede una parte informativa con panoramica delle opportunità disponibili ed esame delle somiglianze e delle differenze fra gli indirizzi anche rispetto agli sbocchi lavorativi (primo incontro) e una parte dedicata alla motivazione del ragazzo (secondo e terzo incontro). E’ necessario iscriversi telefonandomi al 334 3165307 entro mercoledì 11 luglio 2018, il laboratorio sarà avviato per un minimo di 5 partecipanti e un massimo di 10. Visita la sezione news per i costi. Vi aspetto!

Cerchi lavoro o vuoi vendere? comunica sicurezza

 

Di seguito, brevissime dritte per motivare le persone a scegliere te o la tua azienda.

  1. scegli unatua caratteristica o un tuo prodotto che ti piace tantissimo. Non puoi essere scelto se tu non ti sceglieresti e non puoi vendere ciò che non compreresti mai.
  2. scegli un target, un pubblico adatto. A chi possono servire le tue capacità? a chi il tuo prodotto? pensa a qualcuno a cui manca ciò che tu hai/offri.
  3. cosa vuoi fare/cosa vendi? sii chiaro. Le persone non leggono nel pensiero.
  4. mettiti nei panni degli altri. Il tuo modo di fare/il tuo prodotto sono gradevoli? occhio alla retorica: “non pensa che le servirebbe…” Se non lo pensa, puoi dire addio alla collaborazione che stai cercando. Occhio alle frasi seduttivo/edulcorate (complimenti, eccesso di condiscendenza): vengono percepite come manipolatorie e scartate subito.
  5. sii breve: ciò che devi far sapere risponde ai quesiti chi, cosa, come, dove e quando. Il perché lascia che te lo chieda il tuo interlocutore. Lascia perdere i dettagli personali: sono importanti per te, non è detto lo siano per un potenziale datore di lavoro o cliente.
  6. sii presente, ma non onnipresente: assicura la tua presenza a (giuste) distanze regolari.
  7. sii generoso: offri qualcosa di piccolo ma utile gratuitamente. Per ricevere, bisogna dare.
  8. Suscita emozioni positive: abbi cura di te. Prima di presentarti, assicurati di essere nelle condizioni migliori per farlo. Un volto di pietra o un tono di voce concitato possono trasmettere aggressività o ansia. Le persone per potersi affidare hanno bisogno di sentirsi al sicuro.
  9. ascolta. Una persona che lascia parlare, non interrompe, mantiene il contatto visivo è percepita come sicura e accogliente. Ciò che serve per potersi, di nuovo, fidare. Buon lavoro!

Motivazione e scelta scolastica

Come si fa a scegliere bene la scuola superiore e, dopo, il percorso universitario? E’ giusto dare suggerimenti ai ragazzi? Quali sono i fattori che influenzano concretamente la scelta finale? Per rispondere a queste domande è necessario ricordare cosa sia realmente la motivazione: l’insieme di interessi, valori, attitudini, aspettative, caratteristiche personali e, soprattutto, emozioni, che determinano l’inizio, la direzione e la persistenza di un comportamento. Non è possibile compiere scelte adeguate alla propria persona se non si comprende a fondo la natura di ciascuna delle componenti della motivazione. Se ad esempio prevale uno stato emotivo ansioso è molto difficile che il ragazzo possa compiere una scelta scolastica efficace, poiché la sua motivazione è orientata a tenere sotto controllo l’ansia prodotta dalla situazione che lo preoccupa e che diviene il suo oggetto di interesse primario. Per contro, se il ragazzo ha una passione , anche piccola o apparentemente non significativa agli occhi del genitore, essa può fornire numerose informazioni sulle sue attitudini, i suoi desideri e obiettivi. Pertanto, osservare i propri figli e ascoltarne emozioni e desideri può essere un modo per sostenerli nel loro percorso di scelta.

Ascoltare i figli adolescenti

Mio figlio/a non mi ascolta, mi manda via, o sta sempre al cellulare. Non so cosa pensa, non risponde alle mie domande o risponde male. Cosa gli/le passerà per la testa? il comportamento di un adolescente è spesso incomprensibile per noi adulti e i suoi pensieri inaccessibili. Come fare per stabilire un contatto? Più che parlare, può essere d’aiuto cercare di ascoltare. Bussare e aspettare prima di entrare nella loro stanza è già un modo per ascoltare il loro bisogno di indipendenza e di confini. Se abbiamo il permesso, possiamo avvicinarci piano, non troppo. Si può provare a chiedere ‘come va?’. Si può provare a restare lì anche se ha risposto male, senza dire niente. A volte, i ragazzi ci mettono alla prova per capire se piacciono lo stesso a noi genitori anche se non si comportano come vorremmo noi. Mentre hanno bisogno di indipendenza, ci chiedono anche di continuare ad essere accolti e amati, di appartenere alla famiglia. Non è facile decifrare questo messaggio e forse non è tanto necessario capire quanto offrire uno spazio silenzioso in cui si può, soprattutto, ascoltare.

La Prevenzione del Suicidio in Adolescenza

 

 

 

 

Un tema delicato su cui è necessario rompere il silenzio per parlarne in ottica preventiva. Famiglia, scuola e l’intera comunità possono affidarsi alla psicologia e agli specialisti che si occupano del funzionamento mentale per comprendere il fenomeno e proteggere i propri figli dal rischio suicidario. Una prevenzione efficace coinvolge tutti i sistemi di appartenenza dell’adolescente, durante questo seminario gratuito proporremo riflessioni e strategie preventive.

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